Effetto Renzi
In attesa di incontrare, forse, Pier Luigi Bersani, Silvio Berlusconi prende le misure a Matteo Renzi: il sindaco di Firenze è un amico che non agita la forca, uno che si fa ospitare senza problemi ad Arcore e pure su Canale 5 da Maria De Filippi, o Renzi è piuttosto un problema, una minaccia alla sopravvivenza del Pdl e del centrodestra? Il dubbio non è da poco. Nel partito del Cavaliere il ragazzino rottamatore piace molto, soprattutto tra i socialisti, i liberali e persino tra i democristiani del berlusconismo (un po’ meno nella destra che fu di Alleanza nazionale).
21 AGO 20

In attesa di incontrare, forse, Pier Luigi Bersani, Silvio Berlusconi prende le misure a Matteo Renzi: il sindaco di Firenze è un amico che non agita la forca, uno che si fa ospitare senza problemi ad Arcore e pure su Canale 5 da Maria De Filippi, o Renzi è piuttosto un problema, una minaccia alla sopravvivenza del Pdl e del centrodestra? Il dubbio non è da poco. Nel partito del Cavaliere il ragazzino rottamatore piace molto, soprattutto tra i socialisti, i liberali e persino tra i democristiani del berlusconismo (un po’ meno nella destra che fu di Alleanza nazionale). “Renzi segna un punto di non ritorno per la sinistra”, dice Sergio Pizzolante, deputato socialista del Pdl: “Lui rifiuta la soluzione berlusconicida alla Zagrebelsky, dice che vuole il Cavaliere in pensione e non in prigione. Lui non odia gli italiani che votano centrodestra”. Insomma per il Pdl Renzi è uno strano e interessante animale. Anche il Cavaliere ha per lui una nota simpatia, ma pure Berlusconi un po’ lo teme perché, come dice sempre Pizzolante, “Berlusconi è in crescita nei sondaggi e l’unico in grado di batterlo è proprio Renzi” (con una postilla: “Ma nel Pd lo fermeranno”).
In passato il Cavaliere ha dichiarato che non si sarebbe più presentato alle elezioni il giorno in cui Renzi fosse diventato il leader del Pd, “un leader – sono le parole di Berlusconi – finalmente socialdemocratico”. Il Cav. è uomo adulto e spigliato, e alle sue parole va sempre fatta la tara. Lui coccola Renzi anche per ragioni tattiche, per danneggiare Bersani. Eppure questa frase sul suo ritiro, così pregna di conseguenze e di non detti, Berlusconi l’ha pronunciata con un tono – per quanto possibile – veritativo. E infatti nel Pdl, quando l’hanno sentita, alcuni dei dirigenti, specie gli ex di An, hanno provato un brivido dietro la schiena: ma se non c’è più Berlusconi noi che cosa facciamo? Come sopravviviamo? “Se nel Pd vince Renzi è finita la sinistra a trazione post comunista. Non c’è più il Pd. Diventa tutto un altro mondo, saltano gli schemi”, conclude Pizzolante. Come dire: a quel punto siamo tutti renziani.